Prova Inclusione scolastica e tecnologia

Inclusione scolastica e tecnologia

Cos’è l’inclusione scolastica

Risultati immagini per non vedente pc

Il termine “integrazione” scolastica, presuppone l’utilizzo di strategie  e strumenti per diminuire le differenze tra “disabili” e “normodati”. Ma diminuire le differenze non basta.

Oggi quindi si parla di “inclusione scolastica” che ribalta il punto di vista dell’inserimento dei bambini. Non è più il bambino che si adatta all’ambiente, ma è la scuola che si predispone a rispondere ai bisogni di tutti i bambini, normodotati o con bisogni educativi speciali.

Un alunno ipovedente, un alunno non vedente o sordocieco, ha sicuramente bisogno di strategie compensative e di strumenti particolari per restare al passo.

La scuola che accoglie un bambino con disabilità visiva deve essere pronta a trasformare gli ambienti, per abbattere le barriere architettoniche e favorire l’autonomia nella mobilità.

Deve essere disponibile a fornire i materiali necessari alla didattica. Se prevede di utilizzare un certo numero di fotocopie per le attività, dovrà tener conto che saranno necessari anche i fogli per scrivere in Braille (onere quasi sempre a carico della famiglia). Se propone lavori con immagini, dovrà procurarsi cartoncini di diverse textures, tessuti, materiali vari, colla, spago, …. tutto ciò che possa servire per riprodurre una scheda tattile.

Deve voler modificare le metodologie d’insegnamento.

E oggi deve essere disposta ad investire nella tecnologia.

 

La scuola e la Tifloinformatica

E’ assodato che la tecnologia “viaggia”, che non possiamo più farne a meno, che è tutto sempre più informatizzato…

Ma come fa un non vedente ad usare un computer?

Gli strumenti ci sono, ma non sempre sono conosciuti (o forse volutamente non pubblicizzati?). E la scuola è la prima che può beneficiare dell’efficacia di uno strumento informatico nella didattica.

I vantaggi sono molteplici:

  1. Si evita il consumo massiccio di carta (quindi c’è un risparmio economico).
  2. Si evita che il ragazzo ipovedente o non vedente debba trasportare i libri con un carrello (data la mole dei testi in Braille o ingranditi).
  3. Qualsiasi persona può preparare il materiale – non solo le assistenti alla comunicazione – non essendo indispensabile conoscere il codice Braille, ma avendo un po’ di dimestichezza con l’informatica.
  4. La preparazione di materiale digitale è molto più veloce, non si deteriora e può essere modificato a piacimento.
  5. Il non vedente è autonomo nella gestione del proprio materiale scolastico.
  6. Ipovedenti e ciechi assoluti possono studiare molto più facilmente con l’ausilio di sintesi vocali.
  7. L’insegnante ha il controllo immediato delle produzioni del proprio allievo.
  8. La matematica, questa materia così ostica per chi ha difficoltà visive, può essere più facile, con questo strumento.
  9.  Il bambino con disabilità sensoriale familiarizza con la tecnologia che lo aiuterà, da grade, a comunicare con il mondo.

Gli strumenti indispensabili per includere

Cosa serve alla scuola per attuare l’inclusione scolastica attraverso la tecnologia?

  • Un pc (portatile o fisso), uno scanner con OCR, una stampante.
  • La collaborazione delle famiglie perché richiedano per tempo all’ATS, Barra Braille e screen reader e che acquistino il software per la matematica.
  • Che gli insegnanti siano disponibili a mettersi in gioco…

Inclusione scolastica e tecnologia

Il termine “integrazione” scolastica presuppone l’utilizzo di strategie  e strumenti per diminuire le differenze tra “disabili” e “normodati”. Oggi è stato ormai sostituito dal termine “inclusione” che ribalta il punto di vista dell’inserimento scolastico dei bambini: la scuola si deve attrezzare per rispondere ai bisogni di tutti i bambini, normodotati o con bisogni educativi speciali.

Un alunno ipovedente – medio o grave -, un alunno non vedente o sordocieco, hanno sicuramente bisogno di strategie compensative e di strumenti particolari per restare al passo dei compagni.

La scuola che accoglie un bambino con disabilità visiva deve essere pronta a trasformare gli ambienti, per abbattere le barriere architettoniche e favorire l’autonomia nella mobilità.

Deve essere disponibile a fornire i materiali necessari alla didattica: se prevede si utilizzare un certo numero di fotocopie per le attività, dovrà tener conto che saranno necessari anche i fogli per scrivere in Braille (molto spesso è la famiglia che compra il fogli e li porta a scuola…) e cartoncini di diverse textures, tessuti, materiali vari, colla, spago, …. tutto ciò che possa servire per riprodurre una scheda tattile.

Deve essere disposta ad investire nella tecnologia.

La tifloinformatica

E’ assodato che la tecnologia “viaggia”, che non possiamo più farne a meno, che è tutto sempre più informatizzato…

Ma come fa un non vedente ad usare un computer? Gli strumenti ci sono, ma non sempre conosciuti (o forse volutamenti non pubblicizzati?). E la scuola è la prima che può beneficiare dell’efficacia di un personal computer durante l’attività didattica.

I vantaggi sono diversi:

  1. Si evita il consumo massiccio di carta (quindi c’è un risparmio economico).
  2. Si evita che il ragazzo ipovedente o non vedente debba trasportare i libri con un carrello (data la mole dei testi in Braille o ingranditi).
  3. Qualsiasi persona può preparare materiale didattico – non solo le assistenti alla comunicazione – non essendo indispensabile conoscere il codice Braille, ma avendo un po’ di dimestichezza con l’informatica.
  4. La preparazione di materiale digitale è molto più veloce, non si deteriora e può essere modificato a piacimento.
  5. Il non vedente è autonomo nella gestione del proprio materiale scolastico.
  6. Ipovedenti e ciechi assoluti possono studiare molto più facilmente con l’ausilio di sintesi vocali.
  7. L’insegnante ha il controllo immediato delle produzioni del proprio allievo.
  8. La matematica, questa materia così ostica per chi ha difficoltà visive, può essere più facile, con questo strumento.
  9.  Il bambino con un disabilità sensoriale familiarizza con la tecnologia che lo aiuterà, da grade, a comunicare con il mondo.

Cosa serve alla scuola per attrezzarsi in questo senso?

  • Un pc (portatile o fisso), uno scanner con OCR, una stampante.
  • Che la famiglia del bambino non vedente o dell’ipovedente faccia per tempo la richiesta all’ATS di Barra Braille + screen reader e che acquisti (magari dalla V primaria) il software Lambda, per la matematica.

Ciao George!

Benvenuto in Blindapp. Presentiamo George il primo software interattivo per ipovedenti e non vedenti!

Indirizzato nello specifico a *George (Nome di Fantasia a Tutela del minore), un bambino che appartiene alla categoria degli ipovedenti con disabilità aggiuntive, l’utilizzo di questa applicazione può essere funzionale a persone con difficoltà motorie, difficoltà nell’uso della parola o altri deficit che ne limitano la comunicazione.

 

Seguendo le indicazioni e lo schema sviluppato per *G. dall’esperta di C.A.A. – contenute in un raccoglitore, con un elenco di richieste che l’adulto scandisce per consentire al bambino di scegliere – è nata l’idea di rendere digitale tale scansione per favorire l’autonomia di *G.

Le caratteristiche pensate per questa applicazione sono le seguenti:

– lettura con sintesi vocale;

– disattivazione dell’autoripetizione dei tasti dovuta ad una pressione prolungata;

– utilizzo di soli 3 tasti (scelti in modo da usare solo la parte bassa della tastiera) e disattivazione automatica degli altri:

​1. tasto per la scansione/lettura/ascolto (assegnato al tasto CTRL).

Il ciclo è continuo: arrivati alla ​fine di un elenco, se non si è scelto nulla, non serve tornare indietro, ma continuando a premere il ​tasto, la lettura ricomincia dall’inizio;

​2. tasto per la scelta/conferma (assegnato al tasto SPAZIO). Premendo questo tasto si aprono ​eventuali sottocategorie);

​3. tasto per tornare indietro/uscire da un elenco (assegnato al tasto FRECCIA GIÙ);

Possibilità offerte:

– suono che si attiva all’apertura dell’App o all’inizio di un elenco;

– modificare e/o eliminare le sequenze in qualsiasi momento;

– inserire immagini;

– ingrandire i caratteri;

– utilizzare sfondo a contrasto;

– autonomamente i file audio utilizzando sintesi vocali free;

– utilizzo dell’applicazione sia su pc che tablet;

– utilizzo “locale”, cioè senza connessione (per il momento solo su pc).

 

Ogni altra idea volta al miglioramento di tale software è ben accetta!

Grazie

George 🙂

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